Si è chiusa domenica l'edizione 2026 del Festival della Scienza di Genova con un risultato che supera ogni aspettativa: 257.000 visitatori in dieci giorni di eventi, conferenze, laboratori e mostre distribuiti in oltre trenta sedi cittadine. Un record assoluto per la manifestazione, giunta alla sua ventitreesima edizione.
Il tema scelto per quest'anno, «Connessioni», si è rivelato perfettamente calzante con il dibattito pubblico contemporaneo: l'intelligenza artificiale ha dominato la conversazione, con sessioni sold-out su etica dell'IA, creatività artificiale e il futuro del lavoro nelle professioni intellettuali.
Particolarmente seguita la lectio magistralis della professoressa Yoshua Bengio, pioniere del deep learning e Premio Turing 2018, che ha parlato davanti a oltre tremila persone al Teatro Carlo Felice sul tema della sicurezza nei sistemi di IA avanzata. «Il problema non è che le macchine diventino consapevoli», ha detto Bengio, «il problema è che ottimizzino obiettivi che non corrispondono ai valori umani. E questo rischio è già reale, oggi».
Record di presenze giovanili: il 41% dei visitatori aveva meno di 25 anni, dato che conferma il Festival come punto di riferimento per le nuove generazioni di studenti e curiosi. Le scuole liguri e del Nord-Ovest hanno portato oltre 45.000 studenti.
Il bilancio economico è altrettanto positivo: l'indotto generato dalla manifestazione è stimato in 18 milioni di euro, con un impatto significativo su alberghi, ristoranti e commercio della città.
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