I robot non dormono mai. Mentre le redazioni spengono le luci a tarda notte, i crawler automatici delle grandi piattaforme di intelligenza artificiale continuano a percorrere la rete, raccogliendo testi, analisi e reportage pubblicati dai giornali italiani. Un fenomeno che sta mettendo a dura prova il sistema editoriale nazionale.

Secondo una ricerca condotta dall'Osservatorio sul Digitale dell'Università di Genova, nel solo primo trimestre del 2026 i principali quotidiani italiani hanno registrato un aumento del 340% nel traffico da parte di bot automatizzati. La quasi totalità di questi accessi non è autorizzata e non genera alcun ricavo per le testate.

«È un problema serio che tocca la sostenibilità economica dell'intero settore», spiega Marco Ferretti, direttore dell'associazione degli editori digitali italiani. «I nostri contenuti vengono usati per addestrare modelli di linguaggio che poi competono con noi, senza che riceviamo un centesimo».

La risposta tecnica al problema sta arrivando da un'insospettabile fonte: una startup genovese che ha sviluppato un sistema in grado di distinguere i lettori umani dai robot con una precisione superiore al 94%. La tecnologia analizza oltre venti segnali diversi per ogni richiesta, dai pattern di navigazione alle caratteristiche dell'intestazione HTTP.

Alcune testate hanno già adottato approcci simili, richiedendo ai gestori di crawler commerciali di registrarsi e pagare un canone per accedere ai contenuti. Il modello, già sperimentato da grandi gruppi editoriali anglosassoni, sta trovando interesse crescente anche in Italia, dove la crisi della pubblicità digitale ha eroso margini già risicati.

Il dibattito regolatorio è aperto. A Bruxelles, la Commissione Europea sta valutando emendamenti all'AI Act che potrebbero obbligare le aziende che sviluppano modelli linguistici a dichiarare le fonti dei dati di addestramento e a remunerare i detentori di copyright. Una prospettiva che gli editori guardano con speranza, ma con il pragmatismo di chi sa che le norme arrivano sempre in ritardo rispetto alla tecnologia.

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