Il Consiglio Regionale della Liguria ha approvato ieri sera, con 28 voti favorevoli e 7 contrari, il Piano Energetico Regionale 2026-2030, un documento programmatico che punta a portare la quota di energia rinnovabile nella regione al 45% del fabbisogno complessivo entro la fine del decennio.

Il piano prevede installazioni per un totale di 500 megawatt di nuova capacità produttiva, distribuita tra impianti eolici offshore lungo la costa di Ponente, pannelli fotovoltaici nelle aree industriali dismesse dell'entroterra e un sistema di comunità energetiche che interesserà 87 comuni della regione.

L'investimento complessivo è stimato in 1,2 miliardi di euro, di cui 340 milioni provenienti da fondi europei del PNRR, 280 milioni da fondi regionali e il resto da finanziamenti privati attivati attraverso un sistema di incentivi fiscali.

«Questo piano rappresenta una svolta storica per la Liguria», ha dichiarato l'assessore regionale all'Energia. «Non si tratta solo di ambiente: stiamo parlando di occupazione, di risparmio per le famiglie e le imprese, di un posizionamento competitivo che ci renderà attrattivi per aziende innovative che cercano regioni con energia verde a costi contenuti».

Le comunità energetiche, una delle novità più interessanti del piano, consentiranno ai cittadini dei comuni aderenti di produrre, condividere e vendere energia rinnovabile in maniera collettiva, con una riduzione stimata delle bollette tra il 20% e il 35%.

Il piano entrerà in vigore il 1° maggio, dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria.

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